Copertina dell'articolo: comunicare con il compagno di padel, sono davvero solo parole?

Parole, parole, parole... sono davvero solo parole?

Probabilmente leggendo questo post qualcuno potrebbe pensare che il titolo sia un'esagerazione, un clickbait come tanti, e anche io lo avrei pensato in effetti ma poi ho notato come le parole che scegliamo di dire possono letteralmente ferire, recare dolore e talvolta uccidere piccole parti di chi ne viene investito.

In campo la comunicazione è importante, come lo è fuori dal campo, tuttavia comunicare richiede impegno e consapevolezza, non si tratta di dare voce a tutto ciò che ci passa per la testa.

Quando diamo voce ai nostri pensieri, dovremmo chiederci qual è il nostro obiettivo: a cosa serve quello che stiamo per dire? E soprattutto a chi serve?

Succede a volte di aver bisogno semplicemente di buttare fuori, in campo come nella vita, e allora basta dichiararlo con una bella e veloce cornice d'accordo: "non ce l'ho con te, mi sento in questo modo (nervoso, teso, preoccupato) e ho bisogno di buttare fuori"

Se invece vogliamo fare un appunto, una precisazione o in qualche modo vogliamo dare feedback al nostro compagno, prima di "vomitare" parole a caso, è bene soffermarsi e sceglierle con cura, in base al risultato che vogliamo ottenere. Ci saranno comunicazioni volutamente provocatorie, ci saranno comunicazioni più morbide, altre saranno più dirette, non si tratta di giusto o sbagliato ma di consapevolezza.

Il meccanismo è lo stesso di quando decidiamo quale colpo fare: valutiamo la situazione, cerchiamo di prevedere le conseguenze positive o negative e teniamo conto della nostra posizione e della nostra energia: puoi immaginare le tue parole come colpi da giocare.


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